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Ricerche


Le nuove generazioni tra orientamento, studio e lavoro. Ragazze, ragazzi e istruzione secondaria superiore in Emilia-Romagna
A cura di Giancarlo Gasperoni e Marco Trentini – Istituto Carlo Cattaneo
Anno 2005
La ricerca raccoglie un insieme sistematico di informazioni per meglio comprendere le differenze fra ragazze e ragazzi in merito alle loro scelte scolastiche, al fine di rendere più efficaci le azioni di orientamento e di sensibilizzazione rivolte alle pari opportunità
La prima parte del volume consiste in una rassegna della letteratura di riflessione e di ricerca sulle scelte formative, con particolare riguardo alle problematiche di genere.
La seconda parte espone i risultati dei questionari somministrati ad un campione di classi prime di istituti secondari di secondo grado in merito alle aspettative e aspirazioni delle studentesse e degli studenti nei confronti della scuola e del lavoro, gli interessi disciplinari, l’eventuale caratterizzazione di genere di alcuni ruoli occupazionali.
Infine, nella terza parte del volume, presenta i risultati di focus group ed interviste individuali a docenti e dirigenti d’istituto.





Vivere il genere a scuola
Ministero dell’Istruzione - Direzione Generale per gli Affari Internazionali dell’Istruzione scolastica – PON “La Scuola per lo Sviluppo” 2000- 2006
Anno 2004
La ricerca raccoglie le principali esperienze realizzate dalle scuole secondarie di secondo grado nell’anno scolastico 2003-04 nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “la scuola per lo sviluppo”, volte a promuovere la cultura delle differenze di genere e delle pari opportunità.
I progetti riguardano tre aree d’intervento, accumunate dal bisogno di rimuovere gli ostacoli di natura culturale che condizionano le scelte scolastiche e formative delle donne creando squilibri nella loro presenza, permanenza e crescita nel mercato del lavoro”. Nello specifico:
- Iniziative di formazione dei e delle docenti sulle problematiche di genere
- Iniziative di sostegno all’orientamento e allo sviluppo di competenze tecniche e scientifiche e di promozione dell’imprenditorialità nelle scuole secondarie superiori
- Iniziative di orientamento e di rimotivazione allo studio per favorire l’inserimento e il reinserimento delle donne adulte nel mercato del lavoro





Maschi e femmine a scuola: stili relazionali e di apprendimento
Iprase Trentino - a cura di Chiara Tamanini
Anno 2007
La ricerca indaga le modalità con cui il genere viene trasmesso nei processi formativi e gli schemi mentali che sono alla base della cultura di genere di insegnanti e dirigenti del ciclo primario e secondario di primo grado.
L’indagine, incentrata specialmente sulla scuola trentina, si basa sui risultati di un questionario telefonico rivolto agli insegnanti e su un’ampia rilevazione qualitativa basata su focus group e interviste effettuati con insegnanti, dirigenti e testimoni privilegiati. La ricerca fa inoltre riferimento ad una raccolta e analisi di dati secondari relativi alla femminilizzazione del personale docente e dirigente, ai tassi di partecipazione scolastica e universitaria di maschi e femmine e alle differenze di apprendimento in matematica (rilevazione PISA).




Il genere a scuola a scuola di genere. Stato dell’arte e prospettive
A cura di Carla Berto – Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto
Anno 2007
Raccolta delle esperienze didattiche più significative realizzate dalle scuole di ogni ordine e grado della regione Veneto in tema di pari opportunità e differenze di genere.
Sono nati percorsi metodologici e pratiche di lavoro molto interessanti, la cui diffusione può facilitare lo scambio tra scuole e lo sviluppo di forme di attenzione e consapevolezza nei riguardi della tematica qui affrontata.





“Piccole donne e piccoli uomini crescono”. Approccio alla parità di genere nelle scuole elementari
A cura di Maria Pasanini, promossa da Comune di Bari Assessorato all’Istruzione, Assessorato alle Pari Opportunità, e Commissione Regionale Pari Opportunità
Anno 2008
La ricerca, effettuata su un campione di scuole primarie nel territorio comunale di Bari, riporta i risultati dei questionari somministrati e delle interviste realizzate a bambine e a bambini, in merito al proprio concetto di maschile e femminile, alla propria appartenenza di genere e del come viene visto e vissuto l’altro sesso nei differenti ambiti della vita presente e futura.
L’indagine vuole essere un primo momento di analisi per far riflettere docenti, genitori ma anche i bambini stessi sul tema delle differenze di genere, focalizzarne l’esistenza dando strumenti per utilizzarle come risorsa e ricchezza piuttosto che come barriera
L’indagine vuole essere un tentativo di approccio al tema della parità nelle Scuole primarie per fornire spunti utili alla conoscenza dell’argomento,rappresentando un primo momento di analisi su cui costruire dei percorsi successivi che stimolino la coscienza di genere nelle bambine e nei bambini.





Genere : istruzioni per l’uso
A cura di Cristina Gamberi, Maria Agnese Maio e Giulia Selmi – Associazione Il progetto Alice
Anno 2009
Manuale rivolto ai/alle docenti delle scuole secondarie di secondo grado che raccoglie indicazioni sia di carattere teorico sia di carattere metodologico per integrare una prospettiva di genere nella propria attività educativa quotidiana.
Nella prima sezione si possono trovare due contributi che inquadrano dal punto di vista teorico la dimensione del genere sia in senso ampio che, più in specifico, nell’ambito della scuola e dell’educazione. Nella seconda sezione, invece, sono state raccolte delle schede di lavoro pensate per accompagnare le/i docenti nel lavoro in aula con ragazze e ragazzi.





Differenze di genere nei risultati educativi: Studio sulle misure adottate e sulla situazione attuale in Europa
Rete europea Eurydice
Anno 2010
La ricerca ripercorre le politiche scolastiche adottate dai paesi europei nei diversi gradi dell’istruzione e le modalità con cui affrontano le diseguaglianze tra i sessi, mettendo in luce alcuni nodi cruciali del sistema. Ne risulta che sussistono ancora grandi differenze per quanto concerne la scelta degli studi e i risultati degli stessi. In particolare, gli stereotipi continuano ad essere la principale sfida per la parità tra i sessi nel settore educativo, anche se tutti i paesi europei dispongono di politiche in materia o intendono dotarsene.
In generale, emerge che azioni di orientamento sensibili alle tematiche di genere sono messe in atto in numerosi stati, ma si rivolgono per lo più alle sole ragazze, per avviarle alle professioni tecniche e scientifiche, e molto meno ai maschi, per conoscere e amare i settori di cura.
La rettifica di tale tendenza costituisce la prima priorità evidenziata dallo studio in questione: senza coinvolgere entrambi i generi, difficilmente si potrà cambiare la situazione.





Lo specchio delle donne. Ricerca sugli stereotipi di genere e la percezione di sé nelle adolescenti ferraresi.
Osservatorio Adolescenti Comune di Ferrara - a cura di Paola Castagnotto e Sabina Tassinari Anno 2010
La ricerca, rivolta ad un campione significativo di adolescenti residenti nella provincia di Ferrara e, per un Distretto, delle loro madri, parte dalla volontà di verificare se e quanto sono ancora persistenti stereotipi femminili che danno una rappresentazione della donna fortemente in contrapposizione al genere maschile e se possano essere considerati transgenerazionali, ovvero “tramandati” di mamma in figlia. Si tratta di una ricerca che tocca ambiti sensibili di vita e di crescita delle adolescenti, esplorando atteggiamenti e opinioni sugli stereotipi sessuali, la percezione di sé e della propria immagine corporea, il rapporto con i modelli estetici imperanti, spesso fonte di sofferenza per la loro inaccessibilità.
È un’analisi importante per favorire la conoscenza delle differenze di genere e, di conseguenza può fornire elementi utili a tracciare le linee operative di interventi educativi che debbono radicare nello studio del modo in cui evolve la realtà, il proprio fondamento.





Stereotipi di genere, relazioni educative e infanzie
Promossa da Regione Emilia Romagna - assessorati “Sviluppo delle Risorse Umane e Organizzazione, Cooperazione allo Sviluppo, Progetto Giovani, Pari Opportunità” e “Promozione delle politiche sociali e di integrazione per l'immigrazione, volontariato, associazionismo e terzo settore” con il Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” - Centro di Studi sul genere e l'educazione (CSGE) dell’ Alma Mater Studiorum Università di Bologna.
Anno 2011-2012

Il progetto di ricerca si è proposto di rilevare,sul territorio emiliano, idee e rappresentazioni sui generi e sui rapporti tra i generi in adulti educativamente (e affettivamente) significativi per i bambini e le bambine in età 0-6 anni: madri, padri, nonni, nonne, educatrici/ori, insegnanti di scuola dell’infanzia, operatori di centri per le famiglie.
Per saperne di più:
http://www.allapari.regione.emilia-romagna.it/stereotipi/attivita/ricerca-azione-201cstereotipi-di-genere-relazioni-educative-e-infanzie201d





S'cool Agenda 2012-2013
A cura dell'Agenzia dell'Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA)
Anno 2012
La pubblicazione, giunta ormai alla quinta edizione, ha lo scopo di sensibilizzare gli adolescenti tra i 12 e i 18 anni al tema dei diritti fondamentali quali la dignità, la libertà, l'uguaglianza, la solidarietà e la giustizia. Nell’agenda si possono trovare quiz, test e suggerimenti da utilizzare anche nelle classi per approfondire la tematica e per testare il livello di conoscenza di ragazze e ragazzi




E vissero tutti..."stereotipati" e contenti. Gli stereotipi di genere nelle fiabe per l'infanzia.
tesina a cura di Laura Venegoni
Università degli Studi Milano Bicocca
Anno 2013

In questo breve studio l'autrice si sofferma sull’analisi delle fiabe per bambini e sul loro mutamento nel tempo, cercando di capire quali sono, in ciascuna epoca, i modelli dominanti di uomini e donne che si vogliono trasmettere e quanto queste rappresentazioni influiscono sulle aspettative delle giovani generazioni. In particolare, l'autrice ha deciso di concentrarsi sulla trasposizione cinematografica di alcune fiabe in quanto, a differenze della classica letteratura per l’infanzia, vi è qui anche il linguaggio figurativo non verbale delle immagini che rafforza lo stereotipo.