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Filmografia

Full Monty
Regia di Peter Cattaneo
Gran Bretagna, 1997
A Sheffield, uno dei maggiori centri siderurgici britannici durante gli anni '60, acciaierie e fabbriche hanno ora chiuso i battenti, il lavoro si è automatizzato e molti operai sono stati licenziati. Tra questi ci sono anche Gaz e Dave, due scapestrati trentenni che passano il tempo a rubare travi d'acciaio dalle vecchie fabbriche abbandonate per mettere insieme qualche sterlina. Ma quando Gaz rischia di perdere la custodia del figlio poiché è in arretrato con le spese di mantenimento della ex moglie, escogita una soluzione originale e insolita per tirarsi fuori dal problema. Ispirato da un gruppo di spogliarellisti professionisti che si esibiscono in città, ha l'idea di dar vita ad uno spettacolo di spogliarello coinvolgendo altri disoccupati. Lo spettacolo sarà un successo.

Artemisia, passione estrema
Regia di A. Merlot
Francia, 1998
Il film narra la vita della pittrice Artemisia Gentileschi (1593-1652), figlia del noto pittore Orazio. Artemisia, in quanto donna, non può seguire i corsi all'Accademia né chiedere di posare a modelli nudi maschili o femminili. Ostinata, cerca di dipingere i corpi, certe volte di nascosto, certe altre osservando se stessa. Un giorno sulla spiaggia incontra Agostino Tassi, sostenitore di tecniche pittoriche avanzate, fiorentino, arrivato a Roma per lavorare con Orazio ad una serie di affreschi religiosi. Artemisia ottiene dal padre il permesso per prendere da Agostino lezioni sull'arte della prospettiva. Dopo alcuni incontri, sulla pittura comincia a prevalere una pericolosa relazione. La storia di una artista che, in un periodo in cui alle donne era concesso solo di sposarsi e far figli, trova nell'arte pittorica la sua indipendenza.

East is east
Regia di Damien O’Donnell
Gran Bretagna, 1999
Ambientato a Salford, un sobborgo di Londra , agli inizi degli anni settanta, narra le vicende dei Khan: un padre pakistano, da più di vent'anni emigrato in Gran Bretagna, una madre inglese e i loro sette figli. La famiglia gestisce un "fish and chips" in un quartiere operaio dove si iniziano ad avvertire i primi segnali di tensione interetnica. La storia è imperniata sulla forte insofferenza dei figli nei confronti della rigida disciplina del capofamiglia - che impone matrimoni combinati ai figli maschi con figlie di altre famiglie di immigrati - e sul conflitto tra tradizione e integrazione in cui i figli si trovano a vivere, ciascuno cercando una propria strada tra l'uno e l'altro estremo, in anni in cui la controcultura giovanile aveva il proprio epicentro proprio in Gran Bretagna.

Pane e Tulipani
Regia di S. Soldini
Italia, 1999
Rosalba è una casalinga di Pescara in gita con marito e figli insieme ad una comitiva di compaesani. Durante una sosta in autostrada Rosalba si attarda alla toilette e il gruppo riparte senza di lei. Dopo il primo smarrimento la donna tramite passaggio in autostop si ritrova a Venezia, dove non e mai stata. Decide di prendersi una vacanza dalla famiglia e dalla routine. Conosce un cameriere filosofo che le dà ospitalità, fa amicizia con la vicina di casa di lui, massaggiatrice, trova lavoro da un vecchio fioraio anarchico e bisbetico, e infine trova posto in questa eterogenea compagnia di nuove amicizie - e nuovi amori, anche l'improbabile detective privato che il marito di Rosalba ha messo alle costole della moglie. Rosalba tornerà a casa ma per ripartire subito per la sua nuova vita.

Billy Eliot
Regia di Stephen Daldry
Gran Bretagna, 2000
Inghilterra del Nord, 1984. Nella palestra dove Billy, undici anni, frequenta gli allenamenti di boxe, si svolgono anche le lezioni di danza classica per un gruppo di bambine all'incirca della stessa età. Billy si mostra tanto distratto dalla boxe quanto invece conquistato dalla magia dei movimenti del ballo e ben presto sente l'impulso ad appendere i guantoni al chiodo per partecipare agli esercizi ginnici. La maestra, signora Wilkinson, intuisce che Billy ha un talento naturale, lo incoraggia e decide poi di dedicarsi completamente a lui con l'obiettivo di arrivare a sostenere l'esame per l'ammissione alla Royal Ballett School di Londra. Gli ostacoli sono rappresentati dal padre e dal fratello di Billy (la mamma è morta): minatori al momento entrambi disoccupati e in sciopero senza stipendio. In mezzo a tante difficoltà, il ballo appare come una cosa inutile e, dal punto di vista maschile, controproducente. Deluso e amareggiato, Billy si lascia andare ad una danza, alla quale assiste per caso il padre che finalmente si convince dell'importanza di dare un'occasione al figlio. Lo accompagna quindi a Londra per l'audizione. Tornati a casa, aspettano la risposta, che è positiva. Quindici anni dopo, il papà, il fratello e Michael, l'amico d'infanzia, assistono con orgoglio al debutto di Billy come primo ballerino in un teatro di Londra

Il cerchio
Regia di Jafar Panahi
Iran, 2000
Nelle strade di Teheran si incrociano le vite di donne con storie diverse ma dai destini comuni: una ragazza ha appena partorito una bambina. Lei non lo sa ancora, ma entrambe sono già indesiderate. Tre donne vengono rilasciata dal carcere con un permesso temporaneo. Il bisogno di denaro per fuggire le porta a compiere gesti disperati. Sola e senza documenti una giovane è costretta a mentire e ad implorare un biglietto per lasciare la città. Un'altra donna è costretta ad abbandonare in strada la figlioletta nella speranza che possa trovare una famiglia in grado di mantenerla. Tutte si ritroveranno insieme nella stanza-prigione di un commissariato. Il cerchio è una storia dentro la quale la possibilità delle donne di raggiungere un tanto di autonomia e indipendenza sembra indefinitamente bloccata, ricordandoci come alle conquiste delle occidentali e ricche corrispondano in altre parti del mondo oppressioni terribili.

Sognando Beckham
Regia di Gurinder Chadha
USA, Gran Bretagna, Germania, 2002
Secondogenita di una famiglia immigrata negli Anni 50, la diciannovenne anglo-indiana Jess Bhamra gioca al calcio di nascosto, invece di imparare a cucinare e trovarsi un marito. Sogna di far parte di una squadra di professioniste, ci riesce nonostante la contrarietà della famiglia. Un invito a credere nei propri sogni, anche se non conformi all’opinione comune di ciò che può o non può fare una ragazza.

Frida
Regia di Julie Taymor
USA, 2002
Il film ritrae la sofferta e travagliata vita privata di Frida Kahlo, pittrice messicana con una personalità ribelle e anticonformista, pioniera del femminismo e artista pronta a vivere fuori da ogni regola. Bisessuale, comunista e affetta da una grave menomazione alle gambe dovuta alla poliomelite di cui aveva sofferto da bambina e a seguito di un grave incidente, Frida Kahlo fin dall’adolescenza manifestò talento artistico ed uno spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale.

The Hours
Regia di Sthephen Dal dry
USA, 2002
Tre storie di donne che vivono in periodi diversi ma che hanno come comune denominatore il romanzo "Mrs. Dalloway" di Virginia Woolf. Nel 1923 la stessa Virginia Woolf mentre sta scrivendo il libro si trova a dover combattere contro la depressione e il pensiero del suicidio. Nel 1949 Laura Brown, casalinga di Los Angeles in attesa di un bambino, sta iniziando a leggere La signora Dalloway ed è talmente toccata dal romanzo da iniziare a mettere in discussione la vita che finora ha scelto. Nella New York del 2000, Clarissa Vaughn vede sé stessa come una moderna signora Dalloway mentre organizza l'ultima festa in onore del suo amico ed ex amante Richard, che si sta spegnendo a causa dell'AIDS. Le tre donne ricercano la propria esistenza, il significato della loro vita e, come diceva la Woolf, la vita di ognuno è legata in qualche modo a quella di altri.

Tutto su mia madre
Regia di Pedro Almodovar
Spagna, Francia 2002
Esteban compie 17 anni e sta scrivendo un racconto intitolato “Tutto su mia madre”. La madre, Manuela, per festeggiare porta il figlio a teatro ma, all'uscita, sotto la pioggia, mentre il ragazzo cerca di avere un autografo dalla prima attrice, una macchina lo investe e lo uccide. Manuela decide allora di partire per Barcellona in cerca del padre che Esteban non aveva mai conosciuto, ma che avrebbe desiderato incontrare che, nel frattempo, ha cambiato identità e si fa chiamare Lola. La ricerca è difficile e nel frattempo ritrova Agrado, vecchia amica transessuale che si guadagna da vivere prostituendosi e conosce Rosa, una suora laica che scopre di essere incinta ma anche sieropositiva. Intanto in città è arrivata la compagnia che rappresenta lo stesso spettacolo cui aveva assistito Esteban quella sera. Manuela si presenta a Huma, la protagonista, alla quale il ragazzo voleva chiedere l'autografo prima di morire. Senza rivelare niente sul momento, Manuela trova lavoro in teatro, poi prende un appartamento e qui invita a trasferirsi Rosa, ormai malata e in attesa di partorire. Il bambino nasce, Rosa muore. Col bambino in braccio, Manuela incontra Lola: anche questo bambino è figlio suo. Ora la donna può raccontare a tutti (al padre, ma anche a Huma) della tragica morte di Esteban, e così affidare anche a loro un parte del dolore che così a lungo si è portata dentro. Per Manuela si aprono nuove strade.

Mi piace lavorare (mobbing)
Regia di Francesca Comencini
Italia, 2003
L'azienda in cui lavora Anna,segretaria di terzo livello, è stata comprata da una multinazionale. Il giorno della festa aziendale per festeggiare la fusione, Anna è l'unica fra tutti gli impiegati a non essere spontaneamente salutata dal nuovo direttore del personale. Un incidente banale, o forse solo una dimenticanza. Questo piccolo avvenimento è il primo segno di un processo che diventerà per lei un vero calvario. Lentamente, ma inesorabilmente, il "gruppo" si scatena contro di lei. Le vengono cambiate continuamente mansioni, viene declassata e umiliata nei suoi tentativi di recuperare un ruolo utile. Anna non regge più, e infine scoppia: esaurimento nervoso, malattia. Anna, donna sola e divorziata trova però sostegno in sua figlia, che le darà il coraggio necessario per raccontare a qualcuno la sua storia e non rimanere più sola... La regista ha scritto la sceneggiatura basandosi su fatti realmente accaduti, raccolti in collaborazione con lo sportello anti-mobbing della CGIL.

Million Dollar Baby
Regia di Clint Eastwood
USA, 2004
il film mostra la trentenne Maggie Fitzgerald irrompere nella vita dell'anziano manager di pugilato Frankie Dunn un uomo senza illusioni, ma privo di rancori. L'energia vitale della donna riesce a contagiare il riluttante Frankie, visto che la giovane vuole ad ogni costo diventare campionessa di pugilato. Non più tanto giovane per quello sport violento e considerato maschile, Maggie ha una spinta interiore capace di travolgere ogni resistenza. Frankie vede in lei, pur senza ammetterlo, la figlia che non vede ormai da troppi anni. Inizia così il loro sodalizio, che comprende la totale dedizione della donna per quell'uomo che sembra essere l'ultimo legame tra lei ed il resto dell'umanità. L'alchimia che gli unisce darà risultati insperati. Maggie combatterà con onore, fino alla svolta tragica che consente a ciascuno di dare il meglio di sé.

Persepolis
Regia di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud
Francia, USA, 2007
Il film d’animazione, tratto dal fumetto autobiografico di Mariane Satrapi, racconta la storia di Mariane, ragazza precoce e ribelle che, cresciuta portando scarpe da ginnastica e giocando alla lotta con i maschietti,si trova costretta ad affrontare a dieci anni un cambiamento drastico delle proprie abitudini di vita imposto dalla dittatura islamica. La repressione interna diventa ogni giorno più dura e i genitori di Marjane decidono di mandarla a studiare in Austria per proteggerla dove rimane fino a quando non viene tradita dal suo ragazzo. Decide così di tornare in patria, pur sapendo di dover vivere nuovamente in una situazione di grande proibizionismo. Al suo ritorno in Iran, Marjane decide prima di entrare in un istituto d’arte poi di sposarsi, denunciando sempre a modo suo i soprusi che non può accettare. A 24 anni, sentendosi straniera anche in patria, quanto lo era a Vienna, decide di lasciare definitivamente la sua nazione per trasferirsi in Francia

Vogliamo anche le rose
Regia di Alina Marazzi
Italia, 2008.
Un documentario che racconta il profondo cambiamento avvenuto nel costume in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta grazie alla liberazione sessuale e al movimento femminista. La narrazione, realizzata attraverso tre voci narranti che rappresentano le scrittrici dei diari, è inframezzata da riprese e interviste che mostrano lo sviluppo di una nuova coscienza in quegli anni: i cortei, il dibattito sull'aborto, il divorzio, i rapporti di coppia, il lavoro della donna, la sessualità femminile vissuta in maniera totalmente nuova, le riunioni femministe. La pellicola mette anche in risalto come il modello stesso della donna sia cambiato nel corso degli anni.

Revolutionary Road
Regia di Sam Mendes
Gran Bretagna, 2008
April e Frank Wheeler sono una giovane coppia benestante che vive coi loro due bambini in un sobborgo del Connecticut durante gli Anni '50. I due si sentono molto diversi dall'ambiente borghese e conformista che pare caratterizzare il loro vicinato, ma la loro vita è tutt'altro che perfetta: Frank è soffocato da un ben pagato ma noioso lavoro d'ufficio che sopporta solo grazie all'aiuto della bottiglia e alla relazione clandestina che ha con una collega mentre April è una casalinga che rimpiange ancora di aver abbandonato la propria carriera di attrice e le aspirazioni giovanili. Determinati ad identificarsi in una vita lontana dalla mediocrità e dalla noia dei sobborghi, i Wheeler decidono di trasferirsi in Francia per dare sfogo alle loro ambizioni e capacità artistiche, finalmente liberi dall'oppressione del consumismo nell'America capitalista. La loro relazione, un tempo stabile e piatta, si deteriora presto in un circolo senza fine di litigi, gelosia e recriminazioni, la loro unione familiare ed il loro viaggio da sogno alla ricerca della realizzazione personale saranno gravemente compromessi.

We want sex
Regia di Nigel Cole
Gran Bretagna, 2010
Dagenham, 1968. La fabbrica della Ford è il cuore industriale dell’Essex (Inghilterra) e dà lavoro a 55mila operai. Mentre gli uomini lavorano alle automobili nel nuovo dipartimento, 187 donne cuciono i sedili in pelle nell'ala della fabbrica costruita nel 1920, che cade a pezzi corrosa dalla pioggia. Lavorando in condizioni insostenibili, le operaie finiscono per perdere la pazienza quando vengono classificate come "operaie non qualificate". Con ironia, buon senso e coraggio riescono a farsi ascoltare dai sindacati, dalla comunità locale e dal governo. Rita O’Grady, loquace e battagliera leader del gruppo, diventerà un vero e proprio ostacolo, duro e insuperabile, per il management maschile e troverà sostegno nella deputata Barbara Castle che le consentirà di sfidare anche il Parlamento. Insieme alle colleghe Rita guiderà lo sciopero delle 187 operaie addette alle macchine per cucire, ponendo le basi per la legge sulla parità di diritti e di salario tra uomo e donna.

Tomboy
Regia di Céline Sciamma
Francia, 2011
Protagonista del film è Laure, 10 anni, appena arrivata in un nuovo quartiere di Parigi con i genitori e la sorella più piccola, Jeanne. Un po' per gioco, un po' per realizzare un sogno segreto, Laure decide di presentarsi ai nuovi amici come fosse un maschio, Mickaël: il modo in cui si veste e si pettina, l'impeto con cui si azzuffa e gioca a calcio, non sembrano lasciar dubbi sulla sua identità e Mickaël è accettato nella comitiva. L'inizio della scuola però è dietro l'angolo e il gioco dei travestimenti si complica, tanto più che i genitori sono all’oscuro di tutto e Laure/Mickaël ha stretto un legame speciale con la coetanea Lisa. Il film va oltre quella che avrebbe potuto costituire la gabbia episodica di un racconto di travestimento infantile e ci coinvolge con domande più ampie intorno alla definizione della sessualità propria di ogni individuo

The Iron Lady
Regia di Phyllida Lloyd
Gran Bretagna 2011
Londra 2008. L’ottantenne Margaret Thatcher, ex Primo Ministro britannico, affetta da una crescente demenza senile, parla con il marito Denis, morto da anni, mentre resiste alla necessità di liberarsi del guardaroba dell’uomo e insieme combatte strenuamente la perdita del suo immenso potere e l’inesorabile passare del tempo. Nonostante passato e presente si fondano nella sua testa in maniera inestricabile, Margaret non cede alle preoccupazioni della figlia e dei suoi collaboratori, consapevole del fatto che, nonostante l'importanza degli eventi trascorsi, anche la sua vita presente rimane degna di essere vissuta fino in fondo. Nota per la sua politica ultraconservatrice e per le scelte controverse in campo nazionale e internazionale, la Thatcher è stata una donna che all’ambizione politica ha immolato se stessa e la sua vita privata. Di umili origini,figlia di un droghiere, riuscì a sfondare le barriere di genere e di classe, per farsi ascoltare in un mondo dominato dagli uomini. Un film sul potere e il prezzo che viene pagato per il potere, una storia che è allo stesso tempo unica ed universale.

Divine
Regia di Chiara Brambilla
Italia, 2010
Emily, Lucrezia e Rebecca hanno dieci anni e un sogno (o forse un destino) in comune: diventare modelle. Tre bambine, tre storie diverse che hanno come traguardo le passerelle lungo cui ogni bambina-modella sogna di sfilare, quelle di Pitti Bimbo, il più importante appuntamento del mondo della moda per bambini. Spazi a confronto: quello indefinito della loro emotività e quello scintillante del sistema di cui sognano di far parte. E ancora, il confronto più importante, quello con i propri genitori. Il documentario "Divine" ci racconta tre storie delicate, il ritratto di tre bambine ma anche dell'Italia di oggi, visto dai loro occhi

La bicicletta verde
Regia di Haifaa al-Mansour
Arabia Saudita/Germania 2012
Arabia Saudita, in una scuola rigorosamente solo femminile Wadjda lotta per non soffocare i propri desideri di libertà. In particolare uno di questi riguarda l'acquisto di una bicicletta verde, con la quale potrà essere alla pari del bambino con cui gioca dopo la scuola. La sua famiglia non può permettersela e di certo non vuole che si faccia vedere su un oggetto tradizionalmente riservato agli uomini, così Wadjda comincia a cercare i soldi per conto proprio rendendosi conto ben presto che quasi tutti i metodi per farlo le sono proibiti. L'unica è partecipare ad una gara di Corano della scuola (lei che non eccelle nelle materie religiose), il cui primo premio è in denaro.